AI Transformation.
Enterprise-Ready.

L'AI non si installa.

Si adotta.

Aiutiamo le aziende a trarre valore reale dall'adozione dell'intelligenza artificiale nei loro processi. Non partiamo da una teoria: partiamo da tre anni di progetti implementati su piattaforme AI in aziende reali, in industry diverse. Sappiamo cosa funziona, cosa non funziona, e cosa un'organizzazione deve cambiare davvero per trarre il massimo valore da questa tecnologia.

Avere l'AI non basta. Saperla integrare è tutta un'altra storia.

Quasi ogni azienda strutturata ha già avviato qualcosa. Un tool di AI generativa adottato spontaneamente da qualche funzione. Un progetto pilota avviato dalla direzione digitale. Una business unit che sperimenta in autonomia, senza un framework condiviso. Il risultato, nella maggior parte dei casi, è lo stesso: investimenti frammentati, adozione discontinua, impatto difficile da misurare, e un board che inizia a chiedersi se stia davvero accadendo qualcosa di rilevante o se si stia solo seguendo un trend.

Il problema non è la tecnologia. L'AI disponibile oggi è straordinariamente potente e accessibile. Il problema è che un progetto di AI viene ancora trattato come un progetto informatico classico, quando in realtà richiede un approccio parzialmente diverso: tocca i processi, le competenze delle persone, il modo in cui le decisioni vengono prese ogni giorno, non solo l'infrastruttura tecnologica.

In tre anni di progetti reali abbiamo imparato una cosa fondamentale: raramente si tratta di sostituire le persone. Molto più spesso si tratta di amplificarle. Abbiamo visto aziende generare valore in due modi distinti e complementari. Il primo è l'efficienza: fare le stesse cose con meno tempo e meno sforzo. Il secondo, meno ovvio ma spesso più prezioso, è l'efficacia: fare cose che prima semplicemente non si facevano, per mancanza di tempo, budget o risorse. L'AI apre entrambe le strade, ma richiede di sapere quale delle due percorrere in ogni singolo processo.

L’importante è rispondere con chiarezza a tre domande: Dove l'AI crea più valore nel nostro business specifico? Come garantiamo un'adozione reale, non solo formale? Come misuriamo l'impatto in modo credibile per il board? Queste domande non hanno risposte universali, hanno risposte che si costruiscono a partire dalla realtà di ogni organizzazione.

Il nostro metodo in 4 fasi.

Abbiamo costruito questa metodologia proprio perché un progetto di AI non è un progetto informatico classico. Ha bisogno di un approccio diverso, che tenga insieme tecnologia, processi e persone fin dal primo giorno. Ora sappiamo com'è arrivare in fondo e raggiungere i risultati sperati, perché lo abbiamo già fatto, in industry diverse, con vincoli diversi.

Fase 1: AI Audit.

Il punto di partenza è sempre una fotografia onesta dell'organizzazione: processi esistenti, maturità digitale, competenze interne, strumenti già in uso, qualità e accessibilità dei dati disponibili. Identifichiamo dove l'AI può generare efficienza, cioè fare meglio ciò che già si fa, e dove può generare efficacia, cioè abilitare ciò che prima non era possibile fare. L'output è un report che non descrive ciò che sarebbe bello fare in astratto, ma ciò che ha senso fare per voi, ora, con le risorse che avete.

Fase 2: AI Strategy.

Fase 3: AI Implementation.

Fase 4: AI Governance.

Un mondo nuovo ma che già possiamo dire di conoscere bene.

Nel Novembre 2022 OpenAI rilascia GPT, da quel momento in poi lo scenario delle possibilità si è ampliato rapidamente e noi abbiamo percorso da subito la strada del cambiamento per essere già oggi sul mercato con soluzioni reali che aiutano le aziende ogni giorno a competere.

BKT
Calligaris
Carrefour
Codognotto
CRIF
Davide Groppi
De Cecco
Dorelan
EFG - ESL FACEIT Group
Farmacia Carli
Fileni
Giorgetti
Giovanni Raspini
Minotti
Mitsubishi Electric
Pesaro 2024
Scavolini
Segafredo Zanetti
TeamSystem
UPIM
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AI Platforms.

Siamo stati invitati a parlare di AI nei principali eventi di settore: AI Festival, AI WEEK, We Make Future.

Testiamo e studiamo tutti gli LLM, in tutte le loro versioni. Consigliamo quelli più adatti a ogni azienda e progetto.

Le domande che ci fanno sempre.

Molto spesso sì e in modo più naturale di quanto si pensi. Non entriamo per sostituire ciò che funziona o per segnalare ciò che non funziona. Entriamo per dare struttura a iniziative che esistono ma sono frammentate, per connettere progetti che non dialogano tra loro e per portare un framework di governance che permetta di scalare ciò che già sta producendo valore. Il nostro primo deliverable è quasi sempre una mappa di ciò che esiste e solo dopo costruiamo su quella base.