06 June

Google Leak: Rivelata Documentazione Ufficiale del Colosso della Ricerca

Trapelati 2600 documenti apparentemente ufficiali Google, cosa cambia?

Chi si interessa di seo sa che Google non rende pubblici i suoi oltre 200 parametri di indicizzazione, ma recentemente, sembra che un'enorme quantità di documentazione interna di Mountain View sia stata resa pubblica. Vediamo insieme agli specialisti quale tra queste informazioni, può essere utile. 

La documentazione è da considerarsi attendibile? 

La domanda che tutti si pongono è: possiamo considerare questa documentazione come ufficiale? La risposta non è semplice. Essendo stata condivisa anonimamente, non possiamo verificare con certezza l'autenticità dei documenti. Tuttavia, molti esperti del settore ritengono che le informazioni siano verosimili, poiché rispecchiano pratiche e conoscenze già note, ma con dettagli molto più specifici e tecnici.  

Google non ha smentito ufficialmente la notizia, al contrario ha dichiarato di “non trarre conclusioni affrettate e fuori contesto su della documentazione che potrebbe essere incompleta, non aggiornata o mai stata applicata”.  

Tuttavia, è sempre prudente trattare queste informazioni con cautela. 

 

Cosa possiamo dedurre dalla documentazione resa pubblica 

Dai documenti trapelati emergono diversi fattori utilizzati nell’algoritmo di Google e anche molte smentite alle dichiarazioni ufficiali diffuse da diversi rappresentanti ufficiali dell’azienda. Esaminiamo le informazioni più utili. 

 

I sottodomini e le sottocartelle vengono valutati diversamente: al contrario di quello che ha sempre affermato Google emerge che al dominio root, ai sottodomini e alle sottocartelle vengono assegnati valori diversi. 

Esiste una sandbox per i nuovi siti web, elemento che Google non ha mai dichiarato, seppur dai maggiori seo supposto, ma nei documenti è stato trovato un attributo utilizzato specificamente per far rimanere in una sandbox i nuovi siti. 

L’età di un dominio è una metrica tenuta in considerazione dall’algoritmo. Anche se Google non lo aveva messo nero su bianco, questo era già un elemento noto ai seo, e nei documenti ne abbiamo la prova concreta perchè Google registra tutte le informazioni riguardo la registrazione dei domini. 

L’importanza delle menzioni. Anche qui i seo più datati conoscevano già l’importanza delle menzioni, ora sappiamo che agli occhi di Google è al valore di un link. 

Google utilizza dati derivati da Chrome sul comportamento degli utenti nelle SERP come fattore di ranking e viene citato un sistema chiamato NavBoost, che analizza le metriche di navigazione degli utenti come CTR, Dwell Time, clic corti e clic lunghi. 

 

Il ruolo dei Quality Rater viene considerato un input nell’algoritmo. I Quality Rater sono collaboratori assunti da Google per valutare la quantità dei contenuti, non sapevamo quanto il loro parere pesasse nella valutazione complessiva, ma ora siamo certi che abbia un peso significativo.  

Google utilizza delle whitelist per topic delicati che prevengono la disinformazione su argomenti come le elezioni, l’emergenza Covid e altro. In questo modo cerca di impedire il ranking di siti di dubbia serietà. 

 

Che fare? 

Alla luce delle nuove informazioni, se saranno confermate, ci sono alcune best practices SEO che vale la pena sperimentare: 

  1. Concentrarsi sul Brand building. 
  2. Privilegiare l’esperienza utente
  3. Produrre contenuti di qualità in site e off site. 

 

In fondo, per chi si occupa dell’argomento da tempo, le attività non cambiano molto, ma qualche dubbio sull’accaduto se lo pone. 

Certamente, scalzato dai temi legati all’AI, il ranking di Google era un po' uscito di scena...che sia stato un tentativo, seppur maldestro e a buon mercato, di rimettere Google in hype? 😊  

Google Leak

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