S3 - E10 Turismo ed experience - Come l'AI può contribuire al successo

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le persone scoprono, organizzano e vivono un territorio. Nel turismo, in particolare, non basta più informare: bisogna accompagnare l’utente prima, durante e dopo l’esperienza, rendendo ogni passaggio più semplice, rilevante e naturale.

Un esempio concreto arriva da Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, dove abbiamo lavorato a una guida esperta basata su AI capace di assistere i visitatori nell’esplorazione del territorio, degli eventi e delle attrazioni culturali.

Dal sito alla conversazione

Il punto di partenza del progetto è stato semplice solo in apparenza: come arricchire l’esperienza web e mobile di chi vuole visitare Pesaro e vivere al meglio l’anno da Capitale della Cultura? La risposta è stata costruire un assistente AI pensato come un vero ambasciatore digitale, utile per informarsi, programmare e orientarsi in modo intuitivo.

Qui entra in gioco il cambio di paradigma: non più una navigazione rigida fatta di menu e filtri, ma una conversazione capace di intercettare bisogni diversi e trasformarli in suggerimenti utili. In un contesto turistico, questo significa aiutare l’utente a decidere cosa fare, dove andare e come sfruttare al meglio il tempo a disposizione.

Prima, durante e dopo

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la sua impostazione sui tre momenti dell’esperienza turistica. Prima, l’AI aiuta a capire cosa visitare, quando andare e come organizzarsi. Durante, supporta la scoperta del territorio in tempo reale, anche grazie alla geolocalizzazione e alla capacità di rispondere a domande contestuali. Dopo, aiuta a rivivere l’esperienza, condividerla e mantenerne traccia.

Questo approccio è particolarmente efficace perché riflette il comportamento reale delle persone: non cercano solo un evento o un luogo, ma una risposta a una domanda più ampia, come “come posso occupare al meglio il mio tempo qui?”.

La forza del contesto

Nel progetto Pesaro 2024, l’AI non si limita a pescare da una base dati generica. Integra diverse sorgenti di conoscenza: informazioni sugli eventi, sui punti di interesse, sulle news e sulle proposte food, per costruire una risposta più utile e più aderente al contesto.

Questo è un passaggio chiave: in un’esperienza turistica, eventi, luoghi e ristorazione non sono categorie separate, ma parti dello stesso momento. La vera innovazione sta proprio nello scioglimento dei silos informativi e nella capacità di ricomporre tutto in un percorso fluido e naturale.

Oltre la chat

Un altro elemento distintivo è l’interfaccia. Il progetto non si esaurisce nella chat testuale, ma prova a superarla con una logica di UI conversazionale: card, immagini, contenuti di approfondimento e link utili emergono dentro il dialogo, riducendo lo sforzo dell’utente e rendendo l’esperienza più efficace.

È una scelta progettuale importante, perché la chat da sola non basta sempre. Quando l’AI identifica la risposta giusta, deve poterla presentare nel formato più adatto al contesto, senza costringere l’utente a continuare a scrivere. In questo senso, la conversazione diventa il motore di un’esperienza più ampia, non il suo unico contenitore.

Dati strutturati e query intelligenti

Dietro questa esperienza c’è anche un lavoro tecnico molto concreto. Per gestire eventi e contenuti strutturati, il team ha scelto di non affidarsi solo alla semantic similarity tipica della RAG, ma di usare un sistema capace di far costruire all’LLM query SQL a partire dalla struttura del database e dal modello di interrogazione definito.

Questa scelta rende il sistema più flessibile e più preciso su domande complesse, ad esempio su disponibilità, prenotazioni, orari o ricorrenze degli eventi. L’AI non sostituisce il dato: lo interpreta, lo seleziona e lo restituisce in una forma utile alla conversazione.

Un modello riusabile

Il valore del progetto non sta solo nella soluzione sviluppata per Pesaro, ma nei pattern progettuali che ne emergono. L’idea di combinare contenuti strutturati, linguaggio naturale, geolocalizzazione, card dinamiche e risposta contestuale può essere adattata a molti altri scenari del turismo, della cultura e dell’experience design.

In altre parole, questo caso dimostra che l’AI nel turismo non serve solo a “rispondere domande”, ma a progettare esperienze più intelligenti, più personalizzate e più vicine ai bisogni reali delle persone.

Una nuova esperienza digitale

Il caso Pesaro 2024 mostra bene come l’intelligenza artificiale possa diventare un abilitatore di valore quando viene inserita dentro una visione chiara di servizio, contenuto e relazione con l’utente.

Il risultato è un’esperienza che unisce informazione, racconto e orientamento, trasformando il digitale in un vero strumento di accompagnamento.

Per il turismo e l’experience, questa è una direzione importante: progettare non solo cosa mostrare, ma come farlo emergere nel momento giusto, nel formato giusto e con il tono giusto.