23 novembre 2020

Perché la SEO è così importante oggi?

Molti marchi e aziende sanno di aver bisogno del supporto della ottimizzazione organica per le loro proprietà digitali e dei vantaggi che otterranno da una implementazione SEO del sito, nonchè dal mantenimento del valore (ranking) raggiunto e dal costante monitoraggio delle evoluzioni delle ricerche organiche nel suo settore di appartenenza.

La SEO migliorerà sicuramente la ricerca e la visibilità complessive di un sito web, ma quale altro valore reale offre oggi?

Oggi ottimizzare un sito web per Google può e deve essere letto come mezzo per creare fiducia e credibilità del marchio nonchè strumento per assecondare un web di maggiore qualità.

Fino a qualche tempo fa, ottimizzare una pagina per Google significava permettere al motore di ricerca di fluire facilmente dentro un sito web e riconoscere gli elementi determinanti per posizionarlo sulle pagine dei risultati.

Questo è ancora vero, ma si arricchisce di un nuovo significato di ottimizzazione di una pagina: garantirne una navigazione appagante agli utenti. Google cioè non accetta più di mostrare sulle sue serp, pagine i cui contenuti non siano facilmente fruibili.

Per chi conosce l'ambito seo sa quanto la buona riuscita di un progetto su Google già oggi si basi molto sulla capacità di garantire una buona esperienza utente, informativa e navigazionale, piuttosto che sulla lunghezza dei singoli meta tags o sulla presenza o meno delle alt delle immagini.

Sappiamo come una esperienza negativa sul sito possa direttamente correlarsi alla percezione del Brand da parte dell’utente, e come sviluppi a catena una serie di elementi negativi: abbandoni del sito, aumento del bounce, deposizionamento in organico.

Ecco quindi che Google, il 28 maggio scorso, annuncia i Core Web Vitals, nuove metriche di indicizzazione, che staranno alla base di un importante update del motore, il Page Experience Ranking Update, che verrà rilasciato nel 2021.

L’ottimizzazione di un sito, quindi, non seguirà più parametri tecnici puramente SEO, ma integrerà le best practice della CRO e della UX.

L'aggiornamento permetterà di mettere nero su bianco la percentuale di un sito riguardo a:

  • Velocità di caricamento,
  • Interattività,
  • Stabilità visiva.

Niente più giudizi o interpretazioni quindi, ma valori definiti da rispettare.

Se Google quindi sosterrà che il nostro sito non è sufficientemente in grado di favorire una buona esperienza di navigazione, esso non scalerà le serp. Bisognerà quindi decidere se assecondare i suoi parametri, o utilizzare altre forme di visibiltà.

Questi dati sono già da oggi presenti sulle Search Console dei singoli domini (strumenti di Google per monitorare la presenza di un sito nei suoi database), sotto la voce Segnali web essenziali, analizziamoli velocemente:

  • Largest Contentful Paint (LCP)
  • First Input Delay (FID)
  • Cumulative Layout Shift (CLS)

Google web coral vitals

LARGEST CONTENTFUL PAINT (LCP) – Velocità della pagina.

Questa metrica valuterà la velocità di caricamento, anche se in realtà è il calcolo della velocità di caricamento dell’elemento più pesante della pagina. La durata massima consentita è di 2,5 secondi.

Sai già di essere sotto questo valore? La guida ufficiale di Google consiglia di verificare subito questi fattori:

  1. Prestazioni del Server.
  2. Quantità e utilizzo di JavaScript e CSS.
  3. Quantità e peso delle immagini e/o dei pdf.
  4. Utilizzo del Client-side rendering e caricamento dei file JS.

FIRST INPUT DELAY (FID) – Interattività della pagina.

Google utilizza questa metrica per stimare l’interattività della pagina. Affinché un sito possa offrire una buona esperienza di navigazione è necessario che il ritardo registrato in seguito alla prima interazione dell’utente sia inferiore a 100 millisecondi. Ecco alcuni esempi di interazioni :

  • Click su un link.
  • Touch da mobile su un bottone.
  • Qualsiasi listener JavaScript.

Qui il lavoro di otttimizzazione dovrà essere principalmente rivolto all’elaborazione da parte del browser delle risorse JavaScript complesse o di grandi dimensioni.

CUMULATIVE LAYOUT SHIFT (CLS) – Stabilità visiva della pagina.

Google utilizza questa metrica per valutare improvvisi ed inaspettati cambiamenti che possano comprometterne la stabilità visive.

Capita spesso di avere l’intenzione di cliccare su un pulsante, ma proprio mentre lo stiamo facendo, il pulsante si sposta e accidentalmente clicchiamo su qualcos’altro. Questo solitamente si verifica perché le risorse della pagina vengono caricate in modo asincrono o perché alcuni elementi vengono inseriti dinamicamente in pagina al di sopra del contenuto già presente (ad esempio widget generato tramite API o un banner pubblicitario di terze parte).

Ovviamente questi nuovi fattori non sostituiscono i prececenti ma si sommano ad essi 😊

Questo significa che gli aspetti da considerare per ottenere buoni risultati dal traffico organico dal 2021 saranno maggiori rispetto a quelli che sono stati nel 2020.

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