Nei progetti digitali dentro le aziende ricorre spesso un ostacolo che non ha nulla di tecnico: la cultura digitale non è ancora abbastanza diffusa. Si incontrano professionisti bravissimi, che conoscono a fondo il proprio mestiere, ma che senza elementi di cultura digitale faticano a contribuire al progetto e rischiano di trasformarsi in un freno anziché in un amplificatore. Come si colma questo divario? La risposta esplorata in questo episodio, insieme a Giulio Guidi, CEO di w.academy ruota attorno a un concetto preciso: la Liquid Learning, una formazione fluida e progettata su misura.
Un divario che si allarga a velocità diverse
Il problema non è tanto un buco quanto un dirupo, e per di più in continua espansione. Il mondo della formazione, la scuola e l'università viaggiano a una velocità inferiore rispetto a quella con cui il mondo digitale evolve, accelera e cambia le proprie richieste. Il risultato è uno scarto che non resta costante ma si allarga costantemente, fino al rischio che il salto diventi troppo ampio per essere compiuto.
La cultura digitale ha stravolto il mondo del business ma molto meno quello della formazione, rimasto ancorato a paradigmi e modalità tradizionali. Nei progetti concreti questo si avverte con nitidezza: sono orchestrazioni in cui ogni strumentista deve dare il proprio contributo, e la mancanza di competenza - nel fare, nel gestire e persino nel comprare correttamente - può minare le fondamenta di un progetto o, al contrario, decretarne il successo.
Le Academy: colmare il gap e attrarre talenti
Uno degli strumenti più efficaci per colmare il divario è la creazione di Academy interne alle aziende: Corporate Academy o scuole dei mestieri, costruite insieme alle persone che si occupano di risorse umane. La loro funzione è duplice. Da un lato colmano un gap di competenze tecniche, in ambito digitale in particolare, per chi già lavora in azienda; dall'altro sono diventate un potente strumento di attrazione dei talenti.
Le nuove generazioni, infatti, non rispondono più semplicemente agli annunci sulle piattaforme: guardano la qualità dell'esperienza e vedono nelle Academy un elemento di valore. Accanto alle competenze tecniche, poi, c'è tutta l'area delle soft skill - comunicazione interpersonale, gestione dei collaboratori, leadership - che il percorso istituzionale, dalle elementari all'università, non tocca quasi mai. Le Academy diventano così lo strumento per tenere il passo con la velocità del mondo digitale.
Che cosa significa formazione liquida
La Liquid Learning non è una singola tecnica, ma la capacità di utilizzare tutte le diverse metodologie didattiche - on demand, live streaming, one to one - mixandole secondo una pianificazione precisa. La metafora è quella dei fluidi: come l'acqua entra dappertutto e permea con continuità, così la formazione può valorizzare ogni singolo momento per far acquisire competenze. E poiché la velocità è l'opposto del tempo, e il tempo è la risorsa più scarsa di quest'epoca, rendere la formazione liquida significa restituire alle persone la possibilità di apprendere senza sprechi.
La tecnologia consente di lavorare a livello sartoriale: una pillola introduttiva prima del momento formativo, una diretta con chi sa fare, la verifica delle competenze acquisite in un confronto uno a uno. Il lavoro parte sempre da una progettazione accurata: un bilancio delle competenze iniziali, la definizione del punto di partenza e del punto di arrivo, la costruzione di un percorso personalizzato. Non è formazione a scaffale, è un percorso disegnato su misura.
La metafora del barattolo: perché servono tutte le metodologie
C'è un'immagine che rende bene l'idea: il barattolo riempito prima con i sassi grossi, poi con i sassolini, poi con la sabbia e infine con l'acqua. Ogni volta sembra pieno, eppure c'è ancora spazio. Così funziona la formazione: passa per i macigni, per le pietre più piccole, per i granelli di sabbia e per il liquido. Perché tutto questo entri davvero nelle persone occorre usare tutte le modalità.
Il grande errore, ancora troppo diffuso, è provare a riempire il barattolo solo con i macigni: la lezione frontale, cinque ore di ascolto passivo, dal vivo o in streaming. Dopo uno o due macigni il barattolo sembra pieno, mentre in realtà resta moltissimo spazio da colmare con l'on demand, con le pillole brevi e digeribili, con il podcast, con il momento uno a uno. Persino un consiglio chiesto via messaggio, al momento giusto e alla persona giusta, è quel granello di sabbia che si infila tra tutto il resto e riempie ancora di più il vaso.
Metaverso, esperienza e un contesto favorevole
Tra le metodologie che compongono la Liquid Learning c'è anche il gioco, e con esso il metaverso. La capacità di apprendimento in un ambiente immersivo è molto superiore rispetto alla lezione frontale o al live streaming: con il visore si è dentro un ambiente, senza rumore, coinvolti emotivamente. w.academy lo ha sperimentato portando docenti e startupper dal classico meeting online dentro una business school ricostruita nel metaverso, e lo ha spinto fino a esperienze in cui i partecipanti hanno progettato e mostrato agli altri la propria idea di azienda. È il massimo del coinvolgimento unito all'immersività.
Va detto, infine, che il contesto per fare formazione è oggi particolarmente favorevole. Le fonti di finanziamento a disposizione delle imprese - fondi regionali, programmi nazionali, fondi interprofessionali - si stanno moltiplicando, con una sana competizione tra livelli istituzionali e con una chiara predilezione per le competenze digitali. Difficilmente, oggi, un'impresa che voglia investire in formazione non trova una fonte di finanziamento che la sostenga.
Una formazione più umana
Il paradosso più interessante è che la digitalizzazione, lungi dal rendere la formazione fredda e neutra, la rende più umana. Gli strumenti digitali permettono di moltiplicare i momenti uno a uno, l'affiancamento a un maestro, il confronto rapido e mirato. È l'esatto opposto del corso online obbligatorio da subire, con il video che non si può accelerare e le pause imposte: quella non è formazione digitale, ne è la caricatura.
La formazione autentica è affascinante, piacevole e lascia qualcosa; non è un ostacolo da superare. In un'epoca in cui automazione e intelligenza artificiale ci sostituiscono in un istante nei compiti ripetitivi, il sapere e le soft skill diventano decisivi. E far passare tutto questo attraverso un unico imbuto è impossibile: serve la liquidità, servono molte metodologie diverse, orchestrate con metodo. È qui che si gioca gran parte della capacità di competere delle aziende.