11 luglio

S1 - E6 "Come costruire un sito web nel modo giusto" Parte 2

Il Podcast di Websolute: Digital Roadmps for ambitious Brands è dedicato a Imprenditori e Manager che attraverso il digitale vogliono liberare tutto il potenziale del proprio brand nel mondo. Claudio Tonti e Giovanni Ciampaglia, rispettivamente Head of Strategy e Direttore Marketing di Websolute, insieme a altri ospiti esperti discutono di marketing, e-Commerce e digitale in modo strategico, per fare business e crescere.

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Sesto episodio per il nostro Podcast e follow up della puntata #5.
Dopo aver parlato dell’importanza del sito web per la presenza digitale del brand, questa volta Claudio Tonti, Giovanni Ciampaglia e Nicola Bonora entrano nello specifico per discutere approcci, metodologie e domande importanti da farsi. Tra casi di successo e ambiti da considerare, scopriamo insieme perché non esiste design senza ricerca e perché una proposta è quella giusta. Il tutto attraverso una sintesi del Podcast in sei punti chiave.

1) Non esiste design senza ricerca

È questo il concetto che dovrebbe guidare la progettazione di un sito web. Senza ricerca, senza pensiero, l’approccio è esecutivo, basato sul passato e sulle presunte certezze acquisite nel tempo. Nulla di nuovo, un esercizio tecnicamente riuscito ma incapace di creare nuovo valore. Per questo il tempo del pensiero è fondamentale. Così com’è fondamentale avere un metodo. La creatività è unione dei puntini, trovare nuove forme utilizzando elementi preesistenti al fine di creare qualcosa di nuovo, utile e bello. E ricercare, reperire puntini, significa creare progetti che funzionano ma sono anche sostenibili. Senza un metodo o un processo, la creatività può non trovare lo spazio per esprimersi.

2) La qualità della domanda fa la differenza

Ricerca e domanda sono collegate, e rispondere a una domanda con un’altra domanda significa innescare un processo di scoperta virtuoso, il primo passo verso un’esplorazione più approfondita. Quando si pensa o progetta un sito web si scava dialogando, e l’approccio alle domande e la qualità delle stesse possono dire molto su come lavora l’agenzia. Il partner giusto è colui che fa domande e che aiuta l’azienda a raccogliersi attorno a quelle giuste. Dalle quali poi partire.

3) Gli ambiti da indagare, le domande da fare

Sono quattro gli ambiti di indagine principali:
• Componente aziendale.
• Utenti.
• Contenuti.
• Concorrenza.

L’avvio dell’indagine conoscitiva, ovvero l’esercizio d’ascolto e assorbimento che poi avvia il confronto e innesca il percorso di progettazione, prende poi via da una serie di domande che, inizialmente, possono stimolare risposte narrative.

• Perché esiste l’azienda? È la domanda chiave, la prima e basilare, quella che esplora le motivazioni e svela perché l’azienda è sul mercato.
• Che cosa fa particolarmente bene? Attraverso questa domanda è possibile comprendere come l’azienda, i suoi prodotti o i suoi contenuti producano valore. È il modo corretto per indagare il prodotto e capire il suo impatto sulle persone.
• Cosa muove le persone? Questa non è una domanda, è la domanda. Lo studio della relazione tra azienda e utenti è il cuore di ogni progetto, e capire cosa muove le persone a scegliere quel prodotto è la chiave di volta per un progetto efficiente ed efficace. È trovare la “reason why”!

4) Da esploro ad acquisto: innescare il movimento

Attribuire la giusta importanza al capire cosa muove le persone e cosa potrebbe muoverle di più significa avere chiaro un concetto importante: il sito web è lo spazio ideale per far muovere le persone. Da esploro a desidero, da desidero a voglio, da voglio ad acquisto. In questo senso, sia la fase di ricerca sia quella progettuale servono a capire quali elementi possano aiutare il movimento. Inoltre, questo percorso di comprensione non è isolato, ma contamina tutti i vari touchpoint aziendali. Proprio per questo progettare un nuovo sito diventa ridefinire l’intero approccio comunicativo, dare il via a un’attività propedeutica a ogni campo (social, SEO, contenuti editoriali).

5) Tre tipi di casi, tre opportunità da gestire

• Caso 1: l’azienda è in grado di rispondere a ogni domanda

Allora la ricerca diventa occasione per assorbire e diventare consapevoli del suo impegno e dei suoi valori.

• Caso 2: l’azienda è in grado di rispondere solo ad alcune domande

Allora la ricerca diventa occasione per chiarire dubbi e trovare e far emergere le informazioni mancanti.

• Caso 3: l’azienda non ha le risposte

In questo caso la fase di ricerca è sì più difficile ma anche più stimolante perché è possibile costruire le risposte insieme.

6) Una proposta è quella giusta

Che l’azienda sia in grado o meno di rispondere a tutte le domande, la discriminante tra progetto soddisfacente o insoddisfacente per il cliente dipende dal grado di coinvolgimento del cliente stesso. Se il viaggio si fa insieme, si costruisce insieme e ai risultati si arriva insieme. Se si salta questa fase, per mancanza di budget o tempo, il rischio di insoddisfazione è maggiore.Proprio per questo, alla fine di un processo progettuale ben svolto, il risultato non possono essere le dispersive (e ormai obsolete) tre proposte. Se la ricerca è stata condotta correttamente la proposta può essere solo una, quella giusta. Le tre proposte servono solo se il cliente non ha partecipato al design.

In conclusione:

Quando si approccia alla progettazione di un sito spesso non si vuole fare ricerca perché si presume di sapere. Prendere in considerazione o scegliere un’agenzia che non fa domande o che fa solo proposte (grafiche o economiche) senza indagare, senza aver voglia di saperne di più può essere rischioso. Il partner giusto è, senza ombra di dubbio, quello che propone il co-design, il momento congiunto di riflessione, ricerca e, soprattutto, domande.

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