DIGITAL NOON #01

28 novembre

Il valore di un'azienda che opera nel digitale.

di Maurizio Lanciaprima
CFO & MANAGING DIRECTOR E-COMMERCE BUSINESS UNIT

Tempo di lettura: 6-8'

Fino a qualche decennio fa il valore di un'azienda, in generale, si misurava prevalentemente sulla consistenza patrimoniale e sulla redditività passata. Elementi ritenuti normalmente affidabili per esprimere anche il valore futuro. I rischi delle valutazioni future portavano a sovrascrivere le considerazioni imprenditoriali previsionali.

Ma negli anni la Borsa ha dimostrato come sia avvenuto qualcosa che non ha precedenti: ai vertici non si trovano più le aziende che c'erano fino a pochi anni fa, c'è stato un ricambio con le aziende tecnologiche. La finanza ha scoperto che il digitale era generato da aziende in carne e ossa. Tutto questo ha messo in discussione i criteri di stima spingendo le valutazioni su logiche meno razionali e molto più prospettiche.

La finanza non conosce bene il digitale inteso come servizi da vendere e fa fatica a comprenderne la dinamica della produzione del valore. Sa che non c'è alternativa e che c'è tanto rischio e tanta opportunità.

Nuovi indicatori di valore

Non si può più attribuire alla produzione del valore passato il valore del presente. I criteri canonici di valutazione applicati sono spesso obsoleti. Occorre saper fare e valutare piani industriali che per essere minimamente affidabili difficilmente possono andare oltre 2 o 3 anni.
La finanza e la tecnologia dovranno integrarsi per mettere a fattore comune le due competenze necessarie: individuare il vero valore nei servizi digitali offerti e avere finanza sufficiente per poter fare percorsi rapidi di valorizzazione.

Non è possibile valutare un business digitale se non si ha la consapevolezza di cos'è il digitale o se non si ha la percezione delle dinamiche di sviluppo tecnologico.

Potremo continuare a prendere ebitda, multipli, posizioni finanziarie nette o attualizzazioni dei flussi di cassa, ma alla fine rimarrà una sana imponderabilità che contraddistingue il business in questa era digitale.

Che valore ha una start up che non ha ancora espresso nulla? Che valore ha qualcosa che non esiste? Verrebbe spontaneo dire nulla.

Magic Leap è una società che sta sviluppando un innovativo visore che sovrappone immagini 3D generate al computer agli oggetti del mondo reale attraverso la proiezione negli occhi dell’utilizzatore di un campo luminoso digitale. Nata come start up nel 2010, nell’ottobre 2014, quando non era ancora conosciuta, ha ottenuto più di 542 milioni di dollari da parte di un gruppo di investitori, tra cui Google, Qualcomm, Horowitz e Perkins. Non aveva un passato ma solo un potenziale e un rischioso futuro, per giunta non definito. La società, a distanza di 4 anni, ha raccolto investimenti per 1,3 miliardi di dollari. Si sta accingendo ad un nuovo round di raccolta investimenti per ulteriori 500 milioni di dollari a fronte di una stima di valore di 6 miliardi di dollari, senza mai aver venduto un solo prodotto. Forse tra pochi mesi si vedranno i primi esemplari di visori a 1.500-2.000 dollari.

Il business digitale è ciò che non c'è ma che probabilmente ci sarà.
La realtà è che la trasformazione digitale richiederà innovazione anche nelle modalità di determinazione dei criteri attraverso cui si può differenziare il valore di una azienda o di un'idea da una differente.

La realtà che spiazza i ragionamenti finanziari è che il buon passato può essere nulla nel futuro e che il nulla del presente può essere un'enormità domani. La tecnologia e la finanza non possono che allearsi in percorsi di crescita condivisa integrandosi a vicenda.

Sappiamo che la maggior parte delle previsioni del passato si sono rivelate sbagliate e questo ha creato incertezza sulle previsioni future perchè l'errore è stato che fossero previsioni troppo influenzate dal presente.
Abbiamo di recente visto come un'influencer può determinare una perdita rilevante nel valore di Borsa di una grande società tecnologica. Occorre trovare modalità di valutazione più stabili tenendo conto che non sarà più possibile utilizzare affidabilmente gli stessi indicatori per mancanza di altri più logici.

La realtà che spiazza i ragionamenti finanziari è che il buon passato può essere nulla nel futuro e che il nulla del presente può essere un'enormità domani. La tecnologia e la finanza non possono che allearsi in percorsi di crescita condivisa integrandosi a vicenda.

Il capitale umano

Gli asset intangibili hanno aumentato il loro peso esponenzialmente.
Il valore del capitale umano e le sue conoscenze hanno un peso rilevante nel valore di ogni azienda ed in particolare in quelle che si occupano di tecnologia.

Le "due diligence" dovranno essere meno orientate alle verifiche contabili e molto di più all'analisi delle skill personali e aziendali, alla misurazione della capacità di innovare ed in generale alla predisposizione all'accrescrimento della conoscenza. Nei bilanci purtroppo nessuna posta contabile esprime la valutazione di tutto questo. La dinamica evolutiva del grado di fiducia della clientela o più banalmente il valore del know how come evolve nel tempo è un'informazione interna che raramente viene misurata.
Il business oggi è direttamente proporzionale alla conoscenza e alla capacità di scaricare a terra efficacemente e in tempi rapidi le proprie potenzialità. La capacità di integrazione e di innovazione sono leve fondamentali per crescite più rapide e sane. Questo non è vero solo per chi opera nel digitale ma è vero per tutti.
Servono nuovi indicatori che misurino nuove capacità aziendali finora non rilevate ma supposte.

Nel digitale occorre considerare, nel valore aziendale, sia i parametri interni ma anche e soprattutto i parametri di sviluppo esterni, quali l'indice di penetrazione di internet e della propensione all'e-commerce nel mondo, le barriere all'ingresso, i cambi generazionali e mille altri fattori che influenzeranno nel presente e nel futuro lo sviluppo di ogni azienda.
L'innovazione Magic Leap, dall'alto dei suoi 6 miliardi di capitalizzazione, che effetti produrrà? Questa è una domanda a cui è bene iniziare a dare alcune risposte per tempo.

Per determinare valori aziendali più affidabili dovranno modificarsi anche i principi contabili, cominciando a recepire l'iscrizione in bilancio di asset intangibili che sono fondamentali per esprimere il vero valore. Oggi la parte più rilevante del valore di ogni azienda è invisibile nello strumento deputato a darne la fedele rappresentazione.

I big player tecnologici hanno dimostrato che le logiche settoriali merceologiche non hanno più significato come in passato.

Chi vende libri può vendere anche assicurazioni, food o cacciaviti e al tempo stesso essere un imbattibile logistico e gestore di pagamenti. Quindi alcune aziende non sono più così facilmente classificabili in un settore specifico.

Ciò che è evidente è che aziende del tutto simili nel fatturato e nella redditività possono esprimere valori aziendali molto diversi. Una start up può valere milioni di euro, a condizione che non si trovi in Italia. Se prendiamo l'evoluzione degli ultimi 10 anni in termini di dinamica della capitalizzazione ci rendiamo conto di come i classici modelli di stima non siano stati previsionalmente affidabili.

Adattarsi al cambiamento

Il mercato cambia molto velocemente ed un altro parametro per determinare il valore di un'azienda è dato dalla sua capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.

Il valore di un'azienda è determinato dalla capacità di sapersi modernamente raccontare. Sono parametri fondamentali per determinare quanto un'azienda possa esprimere in termini di valore nel futuro.

Il valore, in momenti di transizione come quello che stiamo vivendo, dipende dalla consapevolezza aziendale di come declinare il passaggio da presente a futuro. Il time to market è fondamentale perchè arrivare troppo presto o troppo tardi è comunque un problema. Non è una rivoluzione, come spesso si racconta, ma la trasformazione è la somma di tante piccole innovazioni che ogni giorno fanno succedere qualcosa di impercettibile. Cambiamenti che avvengono senza che rappresentino un trauma.

Nel 2013 gli 'Unicorni', ovvero le start up con valutazione superiore al miliardo di dollari, erano 39. Solamente 3 anni dopo hanno superato tranquillamente il centinaio. Quando pensiamo alle start up, i valori aziendali sono sempre molto fantasiosi se si adotta la logica della comune valutazione di stima dei valori di mercato. Forse anche il mercato degli investitori non è pronto ad un ingresso nel digitale.

Il valore di un'azienda sarà sempre più influenzato da indici che esprimono la cultura aziendale, il valore delle risorse umane, la capacità di visione, di integrazione organizzativa e di mercato.

Il valore dell'azienda sarà sempre di più direttamente proporzionale al dimensionamento della capacità di scaricare a terra le potenzialità aziendali. I risultati dovranno essere oggettivamente misurabili, come dovrà essere evidente la capacità di porre azioni correttive o migliorative dinamiche.

di Maurizio Lanciaprima
CFO & MANAGING DIRECTOR E-COMMERCE BUSINESS UNIT

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